Tutti gli aspetti di sicurezza, sia in fase di progettazione che di realizzazione, sono stati oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti.

Il CTR Toscana ha concluso l’iter autorizzativo riguardante gli aspetti legati alla sicurezza del Terminale con l’approvazione del Rapporto di Sicurezza Definitivo, avvenuta nel Dicembre del 2012 con l’emissione del Parere Tecnico Conclusivo e con la successiva verifica di ottemperanza delle prescrizioni, ottenuta dal CTR in data 2 aprile 2014.

Nel Rapporto di Sicurezza è stato evidenziato che gli effetti di possibili incidenti rilevanti ritenuti credibili non hanno alcun impatto sulla popolazione e su nessun sito vulnerabile. Tale risultato garantisce un livello di sicurezza notevolmente più elevato di un Terminale realizzato sulla terraferma.

Il Terminale di rigassificazione “FSRU Toscana” è basato su tecnologie sicure e consolidate, con l’uso di sottosistemi e componenti già adottati da lungo tempo nei diversi settori dell’industria petrolifera e del gas. La fase di progettazione e realizzazione è stata portata avanti con Saipem, una delle aziende più qualificate del settore a livello mondiale.

Uno studio effettuato dalla Guardia Costiera statunitense ha accertato che il GNL è una delle sostanze meno pericolose tra le molte normalmente trasportate via mare e scaricate in depositi costieri quali prodotti chimici/petrolchimici/combustibili. In oltre 78.000 viaggi nel mondo di navi gasiere negli ultimi 50 anni non si sono mai verificati incidenti rilevanti.

Sicurezza dei dipendenti sulla nave

OLT ha affidato ad ECOS, joint venture formata dal consorzio “Exmar Shipmanagement” – gruppo internazionale operante nel trasporto del GNL – e dalla “Fratelli Cosulich” – società italiana che opera da oltre 150 anni nel settore dello shipping –, la fornitura di tutti i servizi di gestione e manutenzione del Terminale galleggiante di rigassificazione.

La gestione del Terminale è garantita dall’esperienza della Exmar Shipmanagement, che vanta un know how specifico nel trasporto di GNL via mare, nella rigassificazione dello stesso a bordo di navi-terminale simili a quello di OLT, nel trasferimento di GNL tra navi metaniere (Ship To Ship) e nella gestione di terminali petroliferi offshore (FPSO). Oggetto di particolare attenzione nella definizione di questo accordo è stato il rispetto delle più restrittive normative nazionali e internazionali riguardanti il GNL, la sicurezza e l’ambiente.

Un esteso e specifico programma di familiarizzazione e addestramento per lo staff operativo ha assicurato l’entrata in esercizio del Terminale nella maniera più efficiente e più sicura. Il Terminale, ECOS e il relativo personale, oltre ad operare in accordo con le normative vigenti per il settore marittimo di riferimento (Unità Navali galleggianti per lo stoccaggio e rigassificazione), sono soggetti a un Sistema di Gestione Integrato di Qualità, Sicurezza e Ambiente (ISM, ISO 9001, ISO 14001, OSHAS 18001:2007) certificato da Enti Terzi internazionalmente riconosciuti. Inoltre, devono sottostare a quanto dettato dai permessi e dalle autorizzazioni rilasciate dalle Autorità, nonché attenersi alle normative di natura non marittima.

Sicurezza delle operazioni di scarico

Le operazioni di allibo del GNL dalle navi metaniere al Terminale galleggiante avvengono in ottemperanza alla normativa di riferimento italiana (D.M. 02/08/2007 “Norme provvisorie per il trasporto marittimo alla rinfusa delle merci pericolose allo stato gassoso, norme per gli allibi e procedure amministrative per il rilascio dell’autorizzazione all’imbarco ed il nulla osta allo sbarco delle merci medesime”) e a specifiche prescrizioni emesse dalle Autorità competenti. Le operazioni di manovra, ormeggio, trasferimento del carico e disormeggio sono state oggetto di approfonditi studi in vasca su simulatori e prevedono l’utilizzo di personale altamente qualificato.

Conseguenze di un terremoto o di uno tsunami nella zona dell’impianto

Un eventuale terremoto non avrebbe ripercussioni su una nave ormeggiata.

Riguardo al gasdotto, è fondamentale ricordare che l’Italia, per l’importazione di gas (circa il 78% del fabbisogno nazionale), si affida esclusivamente al trasporto su condutture di acciaio (circa 36.000 km) disposte su terreno sismico (il gasdotto Transmed in Calabria, ad esempio).

É necessario precisare, inoltre, che iI gas e gli idrocarburi pesanti sono trasportati in condotte di acciaio in zone altamente sismiche, in termini di intensità e frequenza di terremoti, in tutto il mondo (Giappone, Turchia, California). In tutti i casi, durante la fase di progettazione, questi importanti aspetti sono stati attentamente considerati: è provato che, essendo “FSRU Toscana” ancorato al largo, un eventuale tsunami non provocherebbe nessun danno per la popolazione residente sulla costa né per gli addetti ai lavori.